giovedì 29 marzo 2012

Gli Sbarraporta



Strana categoria gli uscieri o, come li chiamo io, gli “sbarraporta”. Hanno il compito di impedire gli accessi e fare al contempo da filtro per impedire al poveraccio di turno di interloquire col politico/dirigente/potente che non vuole gente tra i maroni. Chi non può permettersi corpulenti omaccioni in grado di piegare una sbarra d’acciaio col solo pensiero, assume degli essere strani il cui compito principale è di far perdere tempo al sottocristo.
Luogo: segreteria scolastica. Obiettivo: interloquire col dirigente. Problema: porta chiusa. Possibili soluzioni: a) sfondare a craniate la porta e fare un delirante ingresso in scena; b) suonare il campanello e attendere. Opto per la b). Attendo. Attendo. Attendo. Dopo 5 minuti buoni di attesa la porta si apre. O meglio emette lo stesso suono di una bomba che viene fatta brillare. Mi scanso in tempo rischiando di finire addosso ad una vecchietta. La porta rimane al suo posto, io un po’ meno. Entro. Mi accoglie un ometto esile. Ma c’è qualcosa che non va: il bipede si muove al rallentatore. Inizialmente lo scambio per Steve Austin (o forse per un suo lontano parente). Ci fissiamo per interminabili momenti. “Ecco, si è inceppato!” penso. Poi finalmente emette un suono. “De-si-de-ra?” riesce a dire nel giro di un minuto scandendo bene ogni sillaba. Gli espongo la richiesta, ovvero il desiderio di incontrare il dirigente scolastico. Con la velocità di un puma appena investito da 3 trattori l’omino sparisce. Ricompare 10 minuti dopo, proprio mentre stavo per terminare di leggere “Guerra e pace”. Mi sorride, ma forse è una paresi e dopo altri 10 minuti riesce a darmi la lieta novella, ovvero “Si accomodi”. Saluto slow motion man e mi fiondo dal mio obiettivo.
Luogo: Comune. Obiettivo: incontrare assessore e/o sindaco. Problema: mai stato qui, dove si trovano gli uffici? Possibili soluzioni: a) “Ho una bomba e non ho paura di usarla!”; b) cartello a caratteri cubitali lampeggianti che indica “Informazioni”… cosa vorrà mai dire? Punto sulla b). Mi avvicino per porre la domanda quando al bancone scorgo una figura mitologica metà donna e metà Godzilla. Metto gli occhiali e la visione si fa più chiara: Godzilla con la parrucca. Divorando un pacchetto (intero) di cracker l’essere mi fa: “Abbruuup laaaaah ghaaaar?”  “Eh?”  - deglutisce  - “Desidera?”  Faccio per parlare ed ecco che il mostro in gonnella tenta di inglobarsi la scatola dei cracker. Inizio a temere per la mia persona. “Vuole parlare col sindaco o con l’assessore?”  “Facciamo col sindaco!”  “Non c’è!” mi dice la tipa addentando un panino (piatto compreso). “Ok, punto sull’assessore!”  “Credo non ci sia nemmeno lui” replica la donna cannolo. Sto per rivalutare l’idea della bomba quando finalmente mi indirizza al secondo piano per parlare con un non meglio precisato funzionario. Saluto l’onnivora proprio mentre tenta di sbranare la pinzatrice e mi avvio sconsolato ma salvo verso il mio nuovo obiettivo.


martedì 14 febbraio 2012

Fuori alla fiera, fieri di essere fuori



Quest’anno febbraio è bisestile. A Rovigo, per una sorta di miracolo o forse in occasione della Fiera dell’informatica, il mese è divenuto addirittura trisestile! Auguri a tutti i nati del 36 febbraio.

martedì 24 gennaio 2012

"Si fermi! Sta sostando troppo velocemente!"


Si sa che in un periodo di vacche magre i Comuni le escogitano tutte o quasi per fare cassa. Uno dei mezzi più antichi per rimpinguare i fondi è quello di usare la mano pesante con gli automobilisti che non rispettano il codice della strada. Può succedere così di ritrovarsi con una bella multa perché si supera di 3 chilometri orari il limite consentito in città oppure perché si oltrepassano i 2 minuti di quello consentito per la sosta. Ma questo direi che li batte tutti.
Come si può constatare dal pezzo di carta sopra esposto, il solerte verbalizzante ha notato una Micra che sostava in una zona dove vi era un cartello con il divieto di fermata. Già vedo la scena: il dipendente del Comune si avvicina con piglio sicuro alla vettura, pronto ad affrontare il distratto conducente, quand’ecco che la vettura per magia si mette in movimento! Probabilmente il verbalizzante, dopo un accanito e infruttuoso inseguimento si deve essere reso conto che era impossibile agguantare la Micra “in sosta” e così si arrende, non prima però di avere accertato che il veicolo fermo andava ad una velocità troppo sostenuta.
Se vedete una Micra senza conducente che si diverte a fare scherzi del genere, siete pregati di contattare il signor Michael Knight. Lo apprezzerebbe moltissimo!
Un ringraziamento a Tarta Rugolina per la segnalazione.


martedì 17 gennaio 2012

Epic Fail/2

Come se non bastassero i giornali ci si mettono anche i telegiornali. Nel video sopra riportato si può osservare il pressapochismo che emerge in queste circostanze, dove la verifica della notizia passa completamente in secondo piano. La giornalista del Tg2, o presunta tale, nell'edizione delle 13 del 15 gennaio afferma che quello che si vede è il momento dell'impatto tra la nave da crociera "Concordia" e lo scoglio. Peccato che quelle immagini siano riferite ad un'altra situazione e ad un'altra nave. Si tratta infatti della nave australiana "Pacific Sun Cruise" che nel 2010 fu in balia di una violenta tempesta. Il video è stato poi ripreso dal Tg1. Quando si dice il servizio pubblico... ma forse ho messo una "b" ed una "l" di troppo.
P.S.: tornando al Gazzettino il direttore si è scusato con i propri lettori, affermando che si è trattato di una svista e che fino all'ultimo si pensava fosse tutta un'altra la pubblicità che è poi comparsa in ultima pagina. Sarà... ma è possibile che nessuno degli stampatori (che tra l'altro si trovano nello stesso palazzo dove ha sede il Gazzettino) si sia reso conto della "svista"?

giovedì 12 gennaio 2012

Occhio per occhio, occhio al quadrato



Mi rendo conto che parlare male della sanità in Italia è come sparare sulla Croce rossa: moralmente sbagliato ma divertente. E quindi ne parlerò male. Purtroppo le mie esperienze personali vanno tutte in una direzione, quella della cavietta che deve avere a che fare con ogni ciarlatano che passa di lì e che si sente in diritto/dovere di torturare. Ma andiamo con ordine.
Da qualche tempo gli occhi mi danno problemi. Il sinistro è stato appena curato per una misteriosa abrasione. Ora però anche il destro inizia a darmi noie. Opto per il pronto soccorso oculistico. Vado piedon piedoni in stazione dei treni. Mi sento cattivo e infastidito a causa del mio bulbo oculare malfunzionante. Sfogo la rabbia sul dirimpettaio di sedile: un ragazzotto che ha l’unica colpa di addormentarsi durante il viaggio e che scalcia come un mulo. Il trenino arriva a destinazione, il bimbetto dorme, io mi guardo bene dal suonargli la sveglia. “Direzione pronto soccorso, grazie!” dico al taxista di poche parole che senza enormi spese mi porta a destinazione e sogghigna visto che forse già immagina quello che mi capiterà.
Riesco a trovare il corridoio giusto grazie al mio gps. Prendo il numerino e mi metto in religiosa attesa. Tocca a me, entro e subito la solerte infermiera mi domanda la tessera sanitaria. “Purtroppo mi è stata rubata, se vuole le posso dare un altro documento”. “Rubata?” fa eco la tipa con aria interrogativa. “E’ una storia interessante. La vuole sentire?” “No! Midiaundocumento!” ordina l’Ss travestita da dipendente del pronto soccorso. Eseguo senza discutere. Il computer inizia a ricevere i miei dati. Notando che inizia a verificarsi qualche problema chiarisco subito. “L’altra volta per un errore è stato inserito un anno di nascita diverso dal mio, come può osservare da questa carta” faccio io. Ma la donna senza staccare gli occhi dal monitor mi fa con insospettabile educazione: “Non mi interessa del documento, qui mi si dice che esiste già un’altra persona con questi dati ma che è nata 10 anni prima di lei!”. Comprendo subito che ci vorrà più tempo del previsto per chiarire l’equivoco. Dopo 10 minuti buoni riesco a far capire all’aquila che non si tratta del mio gemello malvagio ma sono sempre io, solamente più vecchio grazie alla magia del computer o all’idiozia di chi ha inserito i dati l’ultima volta che mi sono recato lì (sempre lei). Chiarito il tutto così da andare avanti con la procedura. Mi accomodo così in sala d’aspetto in attesa della chiamata da parte del doc.
Dopo poco entro. Mi accoglie un attempato medico che probabilmente aveva fatto esperienza nelle guerre puniche. E’ attorniato da alcune belle ragazze, forse tirocinanti. Sono carine e guardano con infinito stupore il mio occhio incredibilmente rosso. “Appoggi pure la testa qui!” fa Doc Anzianotti indicando un apparecchio. Ubbidisco placidamente. “Come ca$$o funziona ‘sto coso?” fa poi rivolto ad una delle ragazze del pubblico. Riesco a spostare giusto in tempo la testa. Un secondo di più e l’occhio sarebbe stato il minore dei problemi visto che il macchinario armeggiato dal Doc parte come un missile verso l’alto. “Prego riappoggi la testa qui!” fa il Doc con nonchalance. “Ma è sicuro?” l’esperienza insegna. Annuisce. Provo a fidarmi. Dopo un rapido sguardo la diagnosi: abrasione. “Ma come? Pure in questo occhio? E’ stata trasmessa dall’altro?” chiedo incuriosito. “No, no è impossibile! E’ lei che è predisposto!”. Vorrei chiedere se sono predisposto anche per l’autoradio e il lettore mp3 ma soprassiedo. “Ha mai avuto problemi di questo tipo? Magari da piccolo?” smentisco categoricamente. Getto nel panico il poveretto e forse gli faccio crollare qualche certezza. Infatti si accascia su una poltroncina, fissa lo schermo del computer, forse sperando in una risposta e chiede – non si sa se a sé stesso o al pubblico – “E ora gli faccio un bendaggio o gli metto una lente a contatto?”. Il pubblico vota per la prima. Miss Simpatia mi si avvicina e inizia l’identica procedura di qualche mese prima elencandomi con il medesimo tono di allora tutto quello che avrei dovuto fare. “Ah dimenticavo – mi fa – sul foglio che le consegneremo c’è un numero di telefono se dovesse avere problemi. Mi raccomando, non lo chiami assolutamente perché potrebbe non risponderle nessuno, a volte c’è talmente tanto lavoro qui…” “Già, comprendo!” e la mia memoria richiama il particolare delle parole crociate vicino al pc di Miss Simpatia.
Col mio nuovo travestimento da pirata mi avvio all’uscita con la stessa agilità di Andrea Bocelli  e torno alla stazione dei treni. Sfogo le mie frustrazioni ad un tramezzino ai gamberetti dei distributori automatici. Questo mi ascolta pazientemente, annuisce e mi dice con infinita saggezza: “Anche per questa volta ti toccherà chiudere un occhio!”.

lunedì 9 gennaio 2012

Benvenuti

E’ sempre difficile iniziare un primo post di un blog simile. Si corre il rischio di essere banali o di scrivere vaccate. O entrambe le cose. Facciamo così: io parlo a ruota libera e chi legge non mi interrompe e non mi fa causa.
Comincio col presentarmi: sono V. o anche U.c.s.i.t.  acronimo che sta per Uomo con sacchetto in testa. O meglio ancora Senzagranapadano. Forse l’ultimo è quello che meglio si adatta. Visto che i leghisti sono convinti che la Padania esiste anche grazie al formaggio, ebbene sì, sono Veneto. Quello che mi manca del famoso modello Nordest, però, sono i “schei”, o soldi, o dindi o grana. Perfetto, vedo che ci siamo capiti.
Di professione faccio il nonlavoratore. Disoccupato per gli amici. Cerco di sbarcare il lunario facendo un po’ questo e un po’ quello. Se qualche ragazza carina & maggiorenne mi sta leggendo in questo momento, faccio anche il gigolò volendo. Prezzi modici. Sconti comitive. No uomini o vie di mezzo.
Mi piace analizzare e fare a pezzi la vita quotidiana con le enormi cazzate et contraddizioni che propone. Se non le trovo le cerco in Rete.
Il mio motto?
Sorridi domani andrà peggio.
Dimenticavo: sono un ottimista.
Buona lettura.
V.