Strana categoria gli uscieri o, come li chiamo io, gli “sbarraporta”. Hanno il compito di impedire gli accessi e fare al contempo da filtro per impedire al poveraccio di turno di interloquire col politico/dirigente/potente che non vuole gente tra i maroni. Chi non può permettersi corpulenti omaccioni in grado di piegare una sbarra d’acciaio col solo pensiero, assume degli essere strani il cui compito principale è di far perdere tempo al sottocristo.
Luogo: segreteria scolastica. Obiettivo: interloquire col dirigente. Problema: porta chiusa. Possibili soluzioni: a) sfondare a craniate la porta e fare un delirante ingresso in scena; b) suonare il campanello e attendere. Opto per la b). Attendo. Attendo. Attendo. Dopo 5 minuti buoni di attesa la porta si apre. O meglio emette lo stesso suono di una bomba che viene fatta brillare. Mi scanso in tempo rischiando di finire addosso ad una vecchietta. La porta rimane al suo posto, io un po’ meno. Entro. Mi accoglie un ometto esile. Ma c’è qualcosa che non va: il bipede si muove al rallentatore. Inizialmente lo scambio per Steve Austin (o forse per un suo lontano parente). Ci fissiamo per interminabili momenti. “Ecco, si è inceppato!” penso. Poi finalmente emette un suono. “De-si-de-ra?” riesce a dire nel giro di un minuto scandendo bene ogni sillaba. Gli espongo la richiesta, ovvero il desiderio di incontrare il dirigente scolastico. Con la velocità di un puma appena investito da 3 trattori l’omino sparisce. Ricompare 10 minuti dopo, proprio mentre stavo per terminare di leggere “Guerra e pace”. Mi sorride, ma forse è una paresi e dopo altri 10 minuti riesce a darmi la lieta novella, ovvero “Si accomodi”. Saluto slow motion man e mi fiondo dal mio obiettivo.
Luogo: Comune. Obiettivo: incontrare assessore e/o sindaco. Problema: mai stato qui, dove si trovano gli uffici? Possibili soluzioni: a) “Ho una bomba e non ho paura di usarla!”; b) cartello a caratteri cubitali lampeggianti che indica “Informazioni”… cosa vorrà mai dire? Punto sulla b). Mi avvicino per porre la domanda quando al bancone scorgo una figura mitologica metà donna e metà Godzilla. Metto gli occhiali e la visione si fa più chiara: Godzilla con la parrucca. Divorando un pacchetto (intero) di cracker l’essere mi fa: “Abbruuup laaaaah ghaaaar?” “Eh?” - deglutisce - “Desidera?” Faccio per parlare ed ecco che il mostro in gonnella tenta di inglobarsi la scatola dei cracker. Inizio a temere per la mia persona. “Vuole parlare col sindaco o con l’assessore?” “Facciamo col sindaco!” “Non c’è!” mi dice la tipa addentando un panino (piatto compreso). “Ok, punto sull’assessore!” “Credo non ci sia nemmeno lui” replica la donna cannolo. Sto per rivalutare l’idea della bomba quando finalmente mi indirizza al secondo piano per parlare con un non meglio precisato funzionario. Saluto l’onnivora proprio mentre tenta di sbranare la pinzatrice e mi avvio sconsolato ma salvo verso il mio nuovo obiettivo.
